Viaggio

Positano Viaggio
Un miraggio di case, tra cielo e mare. Un sogno di colori, di barche, gialle.

"Giallo Positano", come la cupola della chiesa madre, come le ginestre, e i fiori dei fichi d'india. Blu, come il cielo attraverso Monte Pertuso. Verde, smeraldo, come il mare, e le svettanti torri. Bianco, come le case, basse, a cupola, bizantine. Infine Ocra, come gli arabescati ricami dei tessuti.

"quando vi capita di scoprirla, l'impulso è di tenerla segreta, solo per voi..." (Steinbeck)


L'antica Pasitea, dalle origini misteriose. Forse greca, forse romana, forse vi si rifugiarono i profughi di Paestum. Esclusiva sin dalle origini, i patrizi romani misero su ville...poi il commercio, per mare. Solide e veloci le navi, valenti ed arditi i marinai, nell'Alleanza Amalfitana fu sede della " Scuola Nautica " e di arsenali. Rivale di Amalfi, divenne potentissima ed opulenta grazie ai traffici orientali, che ne influenzarono i costumi, e soprattutto l'architettura. Poi il Regno di Napoli, e la famiglia reale, che la predilige agli altri paesi. Verso il XVIII sec, inesorabile, il declino. Fino ai primi anni '50.

Pittori, registi, scrittori, soprattutto russi, ammaliati dalla magica atmosfera, dal paesaggio, dallo stile di vita dei pescatori, ristrutturano casupole, conventi, costruiscono ville, creano rifugi dorati. Ed esplode la famosa moda. Stravagante, variopinta, di fattezza esotica, entusiasti gli Americani, ne diventano ambasciatori nel mondo. Tra Capri e Positano staziona il fior fiore del jet set internazionale. Positano è magia, è Viaggio, è "Dolce Vita". Poi arriva il grande turismo... il sogno si apre a tutti.

Una confusione di case, archi, cupole, loggiati, buganvillee, precipita dalle pendici dei Monti Comune e S Angelo a Tre Pizzi, sfida la gravità, si arrampica, quasi una scogliera, sulla spiaggia ciottolosa, sulle barche.

Case bianche, come in Grecia. Un po' di quella tradizione bizantina, non araba come i più credono, che accomuna il Meridione alle isole egee.

Percorre il paese un'unica stradina, poi solo scale, ripide, segrete: a Positano non si cammina, ci si arrampica, o ci si cala...
E' il viale Pasitea, dalla Statale si tuffa nelle case, ripido, sinuoso, cerca il mare. Segrete scalinatelle, agili e sicure, conducono a ville da sogno, a lussuosi alberghi. Lungo la strada, variopinti portoncini scoprono strette botteghe ceramiche, fantasiose boutiques, allegri baretti. Ma ormai siamo nella Valle dei Mulini, vestigia di antica ricchezza, oggi ruderi. Sul lato interno la chiesa della MADONNA DEL ROSARIO. Dritti invece, giungiamo al vialone Murat, dal pergolato fiorito, dalle mura dipinte. Sul lato sinistro è l'antico PALAZZO MURAT, ottocentesco, più giù infine, uno spiazzo, e una cupola gialla, che si tuffa nel mare. E' piazza Flavio Gioia, siamo alla Chiesa Madre, S MARIA ASSUNTA.

Romanica, del 1200, rimaneggiata nel XVIII sec, era famoso il pavimento mosaicato, n'è scampato un breve frammento, nella parte absidale. Preziosissimo il tesoro sacro, e su tutto: la "CIRCONCISIONE", del Santafede, datata 1599, ed il busto-reliquiario di San Vito, patrono della città, capolavoro dell'arte orafa napoletana. Sull'altare maggiore un'antica icona bizantina, la "MADONNA NERA col BAMBINO IN GREMBO". Venne dal mare, attorno all'anno mille. Poi i Saraceni. Ma non riuscirono a scappare, una provvida tempesta infatti bloccò la nave, e la Madonna stessa intimò agli infedeli "posa, posa". Di posarla cioè, sulla spiaggia, e in quel posto i pescatori costruirono la chiesa, e attorno il paese. Positano, da "Posa posa".

Da non perderne la festa, il 15 di agosto, l'Assunzione. In processione, sulla spiaggia, viene portata la splendida statua ottocentesca della "Madonna di Positano". E dove passa, smuovendo la sabbia, si scoprono brecciolini bucati, mistico talismano per tutti mali...


Ancora, sulla facciata del campanile, il bassorilievo marmoreo "della PISTRICE", mostruoso ed affascinante simbolo di Positano. Attigua, la targa a Flavio Gioia, che inventò la Bussola. Positano ed Amalfi se ne contendono i natali. Ma forse è solo una leggenda.

Nei pressi della chiesa, ancora semisepolti, i resti della VILLA MARITTIMA, romana, del I sec.

Svolazzanti tessuti, quasi bandiere, fanno ala nei suggestivi vicoletti, siamo ormai sulla spiaggia, Marina Grande. Deliziosi ristorantini aprono sull'arenile, tra le barche in secca, tra le reti. Tutt'intorno è gioia, è sole, voglia di vivere. Alle nostre spalle una miriade di terrazzi, di archi, di cupole, gli uni sugli altri. Più sù Monte Pertuso, l'antico rifugio dei Positanesi. Dietro è il "PERTUSO", il buco nella roccia. Lo fece la Madonna, con un solo dito, lottava contro Satana. In aprile i raggi del sole l'attraversano, ma i più vecchi giurano che anche la luna, certe notti, l'attraversa. E' la meraviglia.

E' la Positano da fiaba, la cartolina, il grande presepe. Avanti invece è l'azzurro, l'immenso, il mare. Ci salutano LI GALLI, gli scogli delle Sirene. Tre, concentrici, blu, come le acque in cui si specchiano. Ulisse li temette, Tiberio li amò, poi Nureyev. Ascoltava il canto delle onde, le storie dei naviganti, v'immaginava il tempio della danza...Sull'isola maggiore, "del Gallo Lungo", un'altra VILLA ROMANA, e la torre angioina DEL GALLO...

Da non dimenticare, infine, la chiesa di SAN VITO, e la "Chiesa Nuova", S MARIA DELLE GRAZIE. Settecentesca, conserva il più bel pavimento maiolicato della Costiera, del Chiajese.

Terminiamo la nostra passeggiata a occidente, a Fornillo, l'incantevole spiaggia, verde, tra le rocce. Ci guarda l'altera TORRE, di FORNILLO appunto. In alto, sulla strada per Sorrento, lo Sciaccone. Il magnifico belvedere, dove cielo e mare si abbracciano.

La rossa luce del giorno che muore ritaglia ombre, confonde profili... Sant'Agata dei Goti, la costa selvaggia, Punta Campanella, sullo sfondo i Faraglioni di Capri... è la Costa di Sorrento, l'altra metà del cielo.

www.guidadipositano.it

Copyright © 2000 - 09-2010