Luoghi

Positano Luoghi
Da non perdere nella Valle dei Mulini la chiesa della Madonna del Rosario.
Proseguendo dritti si giunge all'antico Palazzo Murat, voluto da Gioacchino Murat durante il suo soggiorno in Italia quale re di Napoli, e più giù, in uno spiazzo, alla chiesa madre di Santa Maria Assunta romanica del 1200 di cui era famoso il pavimento mosaicato e il busto di San Vito, patrono della città. Conserva sull'altare maggiore una splendida icona bizantina raffigurante la Madonna Nera col Bambino in grembo. La leggenda narra che il quadro arrivò intorno l'anno mille su una nave di fuggiaschi proveniente dall'Oriente. Una provvida tempesta bloccò la nave nelle acque di Positano, e la Madonna stessa intimò ai fuggiaschi: "posa, posa".Di posarla cioè, sulla spiaggia, e in quel posto quegli uomini costruirono la chiesa, e attorno il paese. Il nome Positano si dice derivi dalle parole pronunciate dalla Madonna: "Posa posa".
Interessante è la grotta detta " La Porta " in cui si trovano reperti dell'epoca Paleolitica.
Al largo di Positano, gli isolotti Li Galli, che Omero scelse quale dimora delle "Sirenusae", le Sirene, splendide creature che con il loro canto ammaliavano i marinai e li portavano alla morte. Furono spesso frequentate da Tiberio. Vi é una villa Romana, oltre che la casa - museo in cui visse gli ultimi anni Rudolph Nuerejiev. Interessante un giro in barca non solo intorno all'isolotto ma anche lungo la costa, dove si possono ammirare le antiche torri saracene, poste a difesa di pericoli ormai, per fortuna, passati.
Monte Pertuso
Il pittoresco villaggio di Montepertuso è la frazione collinare di Positano e deve il suo nome al caratteristico ed insolito monte forato che lo sovrasta dalla parte occidentale. Fino a qualche decina di anni fa era raggiungibile solo a piedi, dopo aver fatto circa 1500 scalini che si arrampicavano lungo il fianco della montagna. Oggi una comoda strada rotabile, dalla statale Amalfitana, permette di raggiungere il centro della frazione di Montepertuso e di proseguire per l'altra frazione ancora più in alto di Nocella. L'abitato di Montepertuso conto circa 700 abitanti al centro del quale è presente la Chisa Parrocchiale di Santa Maria delle Grazie.

Da non perdere una visita al "Pertuso" di Montepertuso, dal quale si può ammirare un meravigliosa vista sui paesaggi del posto. Si accede tramite un sentiero tutto in salita ricco di scalinate che parte dalla piazzetta del centro di Montepertuso. Con un buon passo si ci impiega circa 15 minuti. Nell'estate del 2009 il sentiero è stato messo in sicurezza e ripulito consentendo quindi un più facile accesso ai visitatori; per festeggiare l'inaugurazione il giorno 27 agosto 2009 è stato programmato un concerto di musica internazionale e classica del Gruppo musicale “Georges Bizet Guitar Ensamble”. Inoltre sulla falesia "Il buco" è stata recentemente tracciato un percorso per l'arrampicata sportiva.
Particolarmente seguita dai fedeli di Positano e e dei paesi vicini, è la rievocazione della "Leggenda di Montepertuso" che viene rappresentata la sera del 2 luglio di ogni anno.
Un'antica tradizione vuole che nel VI secolo d.C. nell'attuale frazione Montepertuso di Positano vivessero pochi abitanti giunti dall'Oriente. Una notte furono svegliati da forti tuoni. Usciti dai loro rifugi, rimasero senza parola dinanzi ad uno spettacolo inaudito: una luce bianca con al centro una figura apparve nel monte. Una ragazza fu per prima avvolta da quella luce e udì una voce che con tono materno le disse: «Non aver più paura, il demonio è stato maledetto ed i suoi sforzi contro questo monte sono finiti, perché distrutto è lo spirito maligno. Resti del suo corpo a forma di serpente si trovano all'altro versante della roccia viva. Vieni dunque con me e accompagnami sulla collina della selva Santa, ove ci fermeremo per sempre». Sulla collina citata, oggi non più selva, sorge il tempio dedicato alla Vergine delle Grazie; di fronte il monte forato dal dito della Madonna, che dà il nome alla frazione. Sull'altro versante di esso la fede popolare vede ancora oggi impresse nella roccia le tracce della sconfitta del maligno.

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